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Filiera Rizzieri: Oggi le nostre carni hanno un nome!

Finalmente dopo anni di duro lavoro di filiera, siamo riusciti a dare un nome alla nostra carne!

E’ stato un percorso lungo, a volte faticoso e di sacrificio, ma reso possibile da un più che  consolidato e valido gruppo di allevatori, veterinari, nutrizionisti.

Da oggi le nostre carni di bovino, suino, pollame, ovine, nonché i salumi ed i vegetali hanno un loro nome e sono accompagnati  da un disciplinare specifico interno, sottoscritto dagli allevatori.
Rafforziamo così il nostro obiettivo di offrire al consumatore una garanzia su ciò che acquista.

Filiera Rizzieri: le nostre carni hanno un nome

Filiera Rizzieri: le nostre carni hanno un nome

QUANTITÀ o QUALITÀ?

Non mi é mai importato vendere 20 o 30 fiorentine o costate in più o maggiori quantità di carni di tacchino e pollo se non controllate da me stesso, dopo aver seguito personalmente la filiera ed essermi affidato a professionisti che condividono la filosofia Rizzieri!

Preferisco dire al cliente che un prodotto è finito piuttosto che rimpiazzarlo con altro analogo di cui non potrei però offrire nessuna garanzia: non mi interessa vendere a prescindere!

Filiera Rizzieri: LA STRADA DELLA QUALITÀ!

La strada che percorriamo ci rende orgogliosi e ci da grande soddisfazione.

I nostri allevatori:

  • Applicano tecniche moderne su allevamenti antichi;
  • Rispettano il ciclo naturale degli animali, che vengono allevati allo stato brado o semi brado. NO INTENSIVO!
  • Producono loro stessi la maggior parte dell’alimentazione per i capi;
  • Hanno rispetto per l’ambiente, attenzione per la sostenibilità, tramite ad esempio la rotazione delle colture nei campi;
  • Si prendono cura del proprio lavoro e di tutto questo mondo, impegnando risorse proprie, fisiche e umane.

 

Ed ecco, finalmente i NOMI ognuno di essi legato ad un preciso disciplinare

CORTE DEI NOBILI

Corte dei Nobili – le carni bianche Filiera Rizzieri

Un nome che comprende tutto il nostro pollame, tutti gli animali considerati da corte: anatra, germano, oca, pollo, tacchino, ecc…

Vogliamo valorizzare l’animale della corte, da cortile, restituendogli nobiltà.

Quello stesso cortile in cui le nostre nonne avevano sempre un pollo, una gallina che forniva le uova e che rappresentavano il sostentamento della famiglia.

DUCA BIANCO

Duca Bianco - le carni ovine Filiera Rizzieri

Duca Bianco – le carni ovine Filiera Rizzieri

Questo nome definisce tutta la nostra linea dell’ovino compreso il castrato.

Un nome che identifica una tipologia di animale allevato in modo totalmente libero.

Ci affidiamo a pastori che dedicano la propria vita al lavoro e che vivono 24 ore su 24 con gli animali, magari dormendo in una roulotte pur di seguirli nel pascolo giorno e notte.

NOSTRO SIRE

Nostro Sire - le carni ovine Filiera Rizzieri

Nostro Sire – le carni ovine Filiera Rizzieri

I nostri suini, allevati allo stato brado, cresciuti in libertà. Geneticamente partiamo  dal suino di cinta senese che viene incrociato per ottenere un animale che riprende il sapore e il gusto di una razza autoctona riequilibrando però i grassi, sempre preponderanti nelle razze autoctone. Non meno di 14 mesi di età per ottenere un risultato di assoluta eccellenza.

Nostro Sire perché, per noi Emiliani Romagnoli, il maiale è da sempre la nostra fonte alimentare primaria, il nostro Re, attraverso le sue trasformazioni nei salumi e sulle tavole.

REGINA ROSSA

Regina Rossa - le carni bovine Filiera Rizzieri

Regina Rossa – le carni bovine Filiera Rizzieri

Le nostre carni bovine, la nostra Piemontese allevata secondo i nostri crismi, con le nostre regole e le nostre alimentazioni. Ad accompagnare questa splendida razza a volte si affianca la Garronese che per caratteristiche genetiche tanto le assomiglia.

Il tutto correlato dal progetto 5 IT dove oltre ad avere l’animale nato, allevato, macellato in Italia, si aggiunge la razza Italiana e l’alimentazione che per il 95% viene prodotta dallo stesso allevatore.

PURO E SEMPLICE

Puro e Semplice - gli insaccati di nostra produzione

Puro e Semplice – gli insaccati di nostra produzione

La nostra linea dei salumi. Il salume come lo intendiamo noi, condito solo con sale, pepe, vino, in alcuni impasti anche un pizzico di noce moscata. L’eccellenza della materia prima, perché realizzati sempre con i nostri suini allevati bradi.
Insaccati in budelli naturali ancora lavati e legati a mano; stagionati in cantina, come un tempo.

Gusto, sapore e semplicità.

INCREDIBILE TERRA

Incredibile Terra, i vegetali

Incredibile Terra, i vegetali

Il nome che comprende tutti i nostri vegetali. Piccoli agricoltori, realtà famigliari che si impegnano per produrre secondo principi di assoluta fierezza agricola.
Produttori di cose buone nel rispetto per la terra e di quello che è in grado di donare senza forzarla. Un mondo vegetale che utilizziamo in parte nelle nostre linee di preparati e parte della cucina di Casa Rizzieri,  il nostro ristorante.


CLICCA QUI per scaricare la nostra BROCHUREcon i MARCHI e gli estratti dei DISCIPLINARI!


Filiera Rizzieri è IMPEGNO NEI CONFRONTI DEI CLIENTI

Un altro passo, un altro importante tassello per il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Facile? Assolutamente no.
Immediato? Ancor meno.
Ma arrivare qui è una grande soddisfazione.

Avere il controllo della propria filiera è stato e sarà il nostro impegno nei confronti dei clienti e di tutti coloro che vorranno condividere con noi e con gli allevatori e gli agricoltori il nostro percorso e i nostri valori.

Non più soltanto una parola, un sigillo astratto, perché dal primo di gennaio questo sigillo ha preso forma ed ora è nero su bianco. Come si dice le parole volano ma gli scritti restano e certificano la qualità.

Disturbi del comportamento alimentare e disturbi del peso: la parola alle esperte!

Oggi affrontiamo un argomento complesso e delicato. Parliamo dei disturbi del comportamento alimentare e disturbi del peso. Si tratta di patologie diffuse spesso molto serie e che necessitano di essere affrontate con un approccio multidisciplinare. 
Per questa ragione e per orientarci, ho chiesto aiuto ad un team di esperte attive sia professionalmente che in iniziative di divulgazione a Ferrara, la mia città.

Naturalmente ho cercato di focalizzare le domande sul settore che mi riguarda da vicino: le carni, le loro proprietà nutrizionali e il ruolo che possono avere in una dieta bilanciata.
Con un’interessante conclusione rispetto alle differenze nutrizionali riscontrabili analizzando carni da allevamento intensivo e carni da allevamento estensivo.

Buongiorno Dottoresse e benvenute. Potete presentarvi al nostro pubblico del blog?

Siamo un Team multidisciplinare costituito da una psichiatra (Dott.ssa Emilia Manzato), un’ internista (Dott.ssa Malvina Gualandi) e una dietista (Dott.ssa Eleonora Roncarati)

Lavoriamo nel nostro Studio medico-psicoterapeutico e siamo presenti anche nell’Ospedale Privato accreditato Salus (Centro “l’Albero per i disturbi del peso e dell’alimentazione”).

Offriamo un’assistenza integrata e multidisciplinare (psichiatra, dietista, internista) per la diagnosi e cura di pazienti affetti da disturbi del peso e del comportamento alimentare con un percorso personalizzato e la presenza di tutte le professionalità necessarie ad affrontare il percorso di presa in carico dei Disturbi del Comportamento Alimentare (Anoressia, Bulimia, Disturbo da Alimentazione Incontrollata, Sindrome da Alimentazione Notturna, e altri disordini alimentari quali Iperfagia e Ruminazione) e dei disturbi del peso (dal sottopeso all’obesità grave). È inoltre prevista la presa in carico multidisciplinare di pazienti che devono prepararsi o hanno subito interventi di chirurgia bariatrica.

disturbi del comportamento alimentare, disturbi del peso e dieta bilanciata

disturbi del comportamento alimentare, disturbi del peso e dieta bilanciata

Disturbi del comportamento alimentare e disturbi del peso: le differenze

Cos’è un disturbo del comportamento alimentare? Continua a leggere

Ma da dove arriva la carne?

Qualche sera fa su Rai3,  Presa Diretta ha mandato in onda un interessante servizio dal titolo “Troppa carne a buon mercato”. La trasmissione che partiva da un’inchiesta sullo stato delle foreste amazzoniche e sulle cause della deforestazione di quelle aree, proseguiva proprio analizzando l’importazione di carne Brasiliana del nostro paese.
Abbiamo scoperto quindi che proprio l’Italia, è il PRIMO IMPORTATORE DI CARNE BRASILIANA  tra i paesi europei (27.000 tonnellate/anno – secondo i dati Eurostat 2018).
Proprio così! Un’enorme mole di importazione di carne bovina dal Brasile, dove la razza bovina più diffusa è il Zebù, una tipica razza locale.

da dove arriva la carne?

E dove va a finire questa carne importata?

Va a finire in mense, ristoranti, lavorazioni di trasformati, come prodotti surgelati, brodi, sughi, ragù e poi macinati, hamburger, ecc..
Per questi prodotti, a differenza del prodotto fresco, NON E’ OBBLIGATORIO indicare in etichetta provenienza e tracciabilità della carne.
Stessa cosa nella ristorazione, in Italia, a differenza di ciò che sta accadendo in alcuni paesi europei, non è d’obbligo indicare la provenienza della carne dei piatti presenti in menù…

E’ perché c’è questa massiccia importazione?

il motivo si riassume in una parola: PREZZO!
Infatti costa molto meno comprare carne dal Brasile che dalla propria filiera Italiana.
Prezzi molto, molto diversi e molto più contenuti.
Quindi rischiamo di perdere la filiera Italiana, perdiamo in produttività ed in qualità.

Anzichè adottare politiche efficaci a tutela delle nostre filiere si preferisce tagliare il problema e importare. Poi ci i dispiacciamo quando le nostre aziende chiudono e perdiamo lavoro, immagine, territorialità, ecc…

Un problema che investe anche alcune produzioni simbolo della nostra tradizione gastronomica… Il servizio tratta il caso della Bresaola Valtellina Igp (ne avevamo già parlato anche QUI) che viene prodotta in grande quantità anche con queste carni.
Infatti il disciplinare non specifica la provenienza della materia prima e che quindi può essere Italiano o di importazione.
Attenzione però il servizio (di cui metto il link) specifica che NON TUTTI LA PRODUCONO CON CARNE ESTERA, anzi!
Vi sono produttori che sottolineano il proprio lavoro di filiera Italiana, producendo e trasformando le proprie carni, certificando la filiera.

Provenienza della carne in etichetta? Si ma se è un preparato…allora non serve!

Anche Altro Consumo si è occupata di della questione provenienza della carne nei prodotti trasformati evidenziando che su un cospicuo campione di preparati prelevati in supermercati, solo una minima parte dichiarava l’origine del prodotto.
Riporto il link dell’articolo:
https://www.altroconsumo.it/alimentazione/fare-la-spesa/news/inchiesta-origine-carne

E allora perché questo capita? Com’è possibile?Non dovrebbe essere obbligatorio indicare la provenienza della carne dopo lo scandalo “Mucca Pazza”?

Semplice, basta un altro ingrediente diverso dalla carne presente nella preparazione anche in piccola quantità …può essere ad esempio anche un acido ascorbico… e il gioco è fatto.

Al di sotto del 99% di carne si può omettere l’origine. Basta un po’ di sale che faccia scendere la percentuale e siamo giunti al traguardo.
Nel servizio si portano ad esempio gli hamburger di provenienza industriale.
Se leggiamo gli ingredienti possiamo trovare fiocchi di patata, fibra vegetale, agrumi e anche il bambù!!

L’esempio positivo di Coalvi

Gli autori di “Presa Diretta” non si sono limitati alla denuncia ma hanno portato anche esempi postivi (evviva!) di chi lavora in modo opposto e subisce le conseguenze negative della massiccia importazione e delle regole che non tutelano abbastanza le produzioni Italiane.

E’ stato portato ad esempio il caso di Coalvi (consorzio tutela razza Piemontese) che ha fatto vedere tutta la propria filiera dall’allevamento fino alla vendita della carne.
Coalvi ha aperto le proprie porte ( e con orgoglio aggiungo!!), per far vedere tutta la propria filiera dalla stalla alla trasformazione. Perchè quando si agisce in un certo modo si è orgogliosi di mostrare il proprio lavoro.
Altri “grandi” non hanno accettato interviste, nemmeno da remoto o in video chat, limitandosi a comunicati scritti senza possibilità di confronto. Stili diversi, per quanto legittimi

Ed anche noi, nel nostro piccolo, proprio per tutelare i nostri consumatori abbiamo creato disciplinari sulle nostre filiere, perchè vogliamo dare sostanza e trasparenza a ciò che divulghiamo.

Che dire… ancora una volta tocca ribadirlo…
La battaglia del prezzo è una pratica che ormai dovrebbe essere stra-conosciuta anche al consumatore. Quando un prezzo è troppo basso, qualcuno all’interno della filiera ci ha perso qualcosa.

 

Intervista al Dr. Shantih Coro – Nutrizionista (asseintestinocervello.com)

L’incontro con realtà e professionisti di grande valore è una delle opportunità più stimolanti del percorso lavorativo che ho intrapreso. Definire una propria filosofia di lavoro e produzione, portarla avanti con coerenza e comunicarla con costanza ed impegno ti porta a relazionarti con realtà, colleghi e persone da cui sai che hai tanto da imparare.

E’ sicuramente il caso dell’incontro (seppur a distanza) con il Dr. Shantih Coro.
Nato a Genova 48 anni, Shantih Coro è un Registered Dietitian e coach italo-americano che attualmente vive e lavora a St. Augustine, in Florida (Stati Uniti)Consegue la sua formazione accademica negli Stati Uniti e si occupa di Dieta GAPS per l’asse intestino cervello e medicina funzionale applicata alla nutrizione. Approfondimenti su https://www.asseintestinocervello.com/

L’attenzione per il mio lavoro da parte del Dr. Coro è ovviamente per me motivo di grande onore. La sua storia personale e professionale è decisamente interessante…
Ne ho approfittato quindi per chiedergli un’intervista che gentilmente mi ha concesso.

Buongiorno Dr. Coro, ci parli un po’ di te chi sei e cosa fai?

Sono italiano, ho 48 anni ma vivo da circa 20 anni negli Stati Uniti, dove mi sono laureato. Ho vissuto per tanti anni a Miami, Florida e assieme a mia moglie abbiamo deciso di vivere in un luogo più a misura d’uomo e visto che stavo cercando un’Università per completare il mio PhD in nutrizione clinica ci siamo spostati a St Augustine, Florida la città più antica dove sono stati fondati gli Stati Uniti. Adoriamo vivere qui, la gente è gentile, ci sono tante fattorie, il mare stupendo tanto verde e un’eccellente qualità di vita.

Ho letto il mio primo libro di alimentazione che avevo 7 anni ho sempre avuto passione per lo sport. Purtroppo, Dio non mi ha dato la salute ma sapevo che aveva uno scopo, non fa nulla mai per caso anche se al momento non capivo.

Ho sempre avuto fin da bambino pessima salute con forti problemi di colite, ero molto magro o con un sembiante pallido. Crescendo ho sviluppato comportamenti ossessivo compulsivi, ansia, rabbia, iperattività, verso i 14 anni ho sviluppato disgrafia e attorno ai 20 anni prendevo medicine per gli attacchi di panico. Nonostante tutti questi problemi grazie all’alimentazione e allo sport riuscivo a mantenere una sorta di equilibrio.

Dopo la laurea ho coronato il mio sogno e sono diventato nutrizionista sportivo e ho avuto la fortuna di lavorare con molti campioni di sport da combattimento (principalmente UFC), atleti olimpici e molti atleti di vari sport da amatoriale a livello di élite, uno dei miei clienti di allora era numero 5 al mondo nel tennis professionistico.

Nonostante questo, a 27 anni ricevo la diagnosi di severo morbo di Crohn, inizio a avere diarrea con sangue, dolori lancinanti e nel mio punto più basso arrivo a pesare 38 Kg (adesso peso 76 Kg). Mi vengono proposti medicinali molto forti perché’ non miglioravo e decido quindi di cambiare completamente la mia vita a 360 gradi e inizio a fare Yoga, meditazione, psicoterapia e incontro la dieta GAPS di un medico russo, la seguo alla lettera e nel giro di 4 anni entro in remissione dal Crohn, il gastroenterologo non trova segni di Crohn e tutti gli altri problemi spariscono completamente.

Da li la mia carriera cambia completamente, questa era la mia chiamata, il mio scopo nella vita per aiutare gli altri a cambiare la propria vita. Sono passati adesso 20 anni da quel giorno e aiuto bambini con PANDAS, Autismo e persone con patologie autoimmuni, metaboliche, problemi digestivi a prendere in mano la propria salute cambiando alimentazione e stile di vita, ancora oggi seguo qualche atleta, il campione italiano di Thai Boxing è mio paziente.

dr. Shantih Coro – asseintestinocervello.com

Come sei venuto a conoscenza della macelleria Rizzieri?

Vivendo in America, sono a contatto con fattorie che amo visitare e dove compro da mangiare. Seguo pazienti in America, Europa e Sud America da tanti anni e ho tanti pazienti in Italia.

Da 20 anni spingo i miei pazienti a consumare alimenti di origine animale da animali al pascolo rurale e alimenti provenienti da latte crudo non pastorizzato. Continua a leggere

Made in Italy? Si, ma dov’è!?

Avevamo già scritto della straordinaria ricchezza della biodiversità Made in Italy nonostante la superficie sia appena dello 0,50% di quella mondiale. Ne consegue che l’Italia ha la RICCHEZZA ALIMENTARE  più grande al mondo! (leggi qui l’articolo)
Eppure nel produrre i beni alimentari IMPORTIAMO materia prima talvolta in percentuale veramente elevata… in certi casi oltre la metà della produzione, cioè del prodotto finito che arriva sulle nostre tavole, proviene da materie prime straniere.

Ma il Made in Italy dov’è?

Pasta (e non solo) Made in Italy? MA il grano per oltre il 50% viene dall’estero!

Un esempio eclatante è la pasta, dove il 50% proviene da grani esteri: Canada, Stati Uniti, Ucraina… e quindi il bel Paese della pasta e della dieta mediterranea, deve il suo prodotto principe ad una materia prima importata da altri Paesi.

MA la pasta è solo un esempio.
Se volgiamo parlare di carne…

  • circa il 40% della carne bovina viene importata.
  • Il 35% della carne suina proviene da altri paesi.

Lo sapete che un prodotto dell’eccellenza italiana come la conosciutissima Bresaola IGP della Valtellina deve la sua maggior produzione dall’importazione di carne Argentina o sudamericana?

Abbiamo il clima, il microclima, le cantine e le tecniche di norcineria ma evidentemente non abbiamo prodotto sufficiente.

Non si salva nemmeno il mercato ittico dove tutti gli anni le grandi aziende industriali spendono una cifra monstre pari a 4 miliardi di Euro per procurarsi, molluschi, crostacei e altro dall’estremo oriente.

MA allora perché questo accade? Com’è possibile non avere abbastanza prodotto?
Perché non riusciamo a produrre il nostro fabbisogno?

Beh i motivi sono molteplici e le dinamiche complesse.
Una causa è legata al fatto che le politiche europee su alcuni fronti ci hanno tagliato fuori. Dobbiamo poi considerare il fattore prezzo e la concorrenza di manodopera a basso costo di alcuni Paesi. E poi c’è il consumo di suolo, la cementificazione, che ha strappato terra all’agricoltura per le semine, i pascoli ecc…

Se manca materia prima per il Made in Italy, non sarebbe saggio incentivarne la produzione?

Sono consapevole che ci troviamo di fronte a sfide enormi e complesse ma secondo il mio personale parere se ci fosse una politica lungimirante, atta a preservare i territori, gli agricoltori, la nostra agricoltura, i nostri allevamenti, la pastorizia ecc… forse questo problema comincerebbe ad intravvedere qualche soluzione.

Se ci fossero politiche per le quali venisse finalmente corrisposto il GIUSTO PREZZO  per le produzioni made in Italy sicuramente non si lascerebbero i frutti sugli alberi o i pomodori a marcire attaccati alla piante.

Vi assicuro che se solo ne valesse un po’ più la pena, se agli agricoltori fosse rispettata la dignità, sarebbero ORGOGLIOSI di raccogliere ed offrire i frutti delle loro fatiche!

Se si facessero politiche attive per i pascoli, per incentivare gli allevatori, per motivare i giovani, probabilmente anche la Valtellina avrebbe qualche prodotto italiano in più.
Ne gioverebbe il territorio che tornerebbe ad essere preservato e presidiato e non abbandonato.

E’ inutile nascondersi dietro a scuse perché se ci fossero competenze e soprattutto la volontà politica di mettere IN CAMPO queste azioni si potrebbe agire senza problemi. Se si tutelassero i produttori, se fosse garantita loro un po’ più soddisfazione economica, avremmo più orgoglio per il la ricchezza del nostro Paese e potremmo finalmente dichiarare di avere prodotti 100% made in Italy.

E’ giunto il momento dei fatti concreti, delle scelte e dell’assunzione di responsabilità.

Perchè vediamo come esempi di settori (forse perchè giudicati più interessanti? in base a cosa??) in cui si è fatto qualcosa  e con risultati CI SONO. Pensate al vino… lì le produzioni italiane coprono il fabbisogno nazionale e l’export contribuisce in modo determinante a dare meritata soddisfazione a chi produce. Purtroppo politiche efficaci come in questo caso sono ancora troppo poche.

Vi rimando ad articoli sull’argomento di “Investire Oggi” e “Il fatto alimetare”, vi consiglio di leggerli ed approfondire, si parte da dati Istat e Coldiretti e scendono ancor più nello specifico.

https://www.investireoggi.it/economia/alimentazione-arrivano-cibi-mangiamo-rischi-la-salute-distruzione-del-made-italy-dati-coldiretti/

https://ilfattoalimentare.it/100-italiano-materie-prime-grano.html

La pelle del salame va tolta prima o dopo il taglio?

Salame stagionato, abbiamo già parlato della sua maturazione e dell’importanza delle muffe esterne che si vanno a creare e che accompagnano il nostro insaccato nella sua stagionatura. (leggi qui l’articolo).

Ribadiamo che queste muffe non sono nocive ma possono portare odori e sapori nel nostro salame non troppo piacevoli.

Quindi?
Cosa dobbiamo fare?

la pelle del salame va tolta

la pelle del salame va tolta prima del taglio

Quando dobbiamo consumare il salame, la muffa va tenuta o va tolta completamente?

Ci sono diverse considerazioni da fare… Continua a leggere

Fiorentina, quanto deve essere spessa?

E’ una domanda che si fanno in tanti.
MA questa famosa bistecca alla fiorentina quanto alta va tagliata?
E’ vero che va fatta sempre grossa? Perché non posso averla più sottile?

L’interesse su Fiorentina, Costata, Filetto è continuo e del resto si tratta dei tagli che (a torto o a ragione) dominano il mercato delle carni in Italia.
Poi ci sono le mille domande riguardo al taglio o alle cotture… ci sono zone in Italia dove la nostra bistecca NON può assolutamente essere sottile, NON può essere servita ben cotta. Attorno alla Fiorentina sono nate mille storie, tradizioni, cultura.

fiorentina, quanto va spessa?

fiorentina, quanto va spessa?

Fiorentina, Costata nel taglio occorre rispettare l’OSSO

Venendo al taglio facciamo subito una premessa:  la nostra fiorentina (affinchè abbia un senso) non può essere tagliata troppo sottile PER UNA RAGIONE ANATOMICA, per la presenza dell’OSSO. Continua a leggere

L’ITALIA ha la biodiversità più grande al mondo: Difendiamola!

Senza dubbio mi ritengo fortunato ad  ad essere nato in Italia. Un Paese che detiene oltre il 70% del patrimonio culturale artistico mondiale, già solo questo la dice lunga del luogo in cui viviamo… eppure c’è ancora di più e tanto di più!

Sapevo della nostra grande tradizione culinaria, della grande biodiversità che si riflette nella gastronomia, nella cucina, nella produzione di salumi, nei vegetali eccc…… Insomma un Paese straordinario… uno straniero che, con qualsiasi mezzo, arriva in Italia dovrebbe quasi pagare una tassa, per l’inimitabile mole di opportunità ed eccellenze di cui può godere dalle Alpi alla Sicilia!

Italia: oltre il 70% della biodiversità in solo lo 0,5% del territorio mondiale!

biodiversità italiaLa percezione di questa enorme “ricchezza” ce l’avevo da sempre MA grazie ad un video, trovato casualmente online, di Oscar Farinetti ne ho avuto conferma con NUMERI, DATI veramente impressionanti!

In questo video Farinetti spiega, numeri alla mano, quanta biodiversità ci sia in Italia… ma la cosa più sorprendente è che questo Paese così pieno di “ricchezze”  occupa solo lo 0,50% della superficie mondiale…quindi un niente, un Paese tutto sommato minuscolo, eppure ricchissimo.

Vi invito a vedere il video su YouTube (VEDI QUI) ma intanto voglio sottolineare alcuni di questi “numeri” perchè mi hanno veramente colpito ed affascinato!

Pensate che:

  • Abbiamo più di 7000 specie vegetali edibili (primi al mondo)…tante? Poche?…. Beh! Pensate che il Brasile, al secondo posto, ne ha 3300 e che qualsiasi regione Italiana ha più specie vegetali di ogni altro stato Europeo.
  • Abbiamo 58.000 specie animali, il secondo paese al mondo ne ha 20.000
  • Deteniamo 1.200 vitigni autoctoni, la Fracia al secondo posto ne ha 222
  • Possediamo 533 cultivar di olive, la Spgana che è al secondo posto, ne ha 70
  • Abbiamo 140 cultivar di grano duro, gli Stati Uniti al secondo posto e immensamente più grandi di noi ne hanno 6…

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Nutrizione e Sistema immunitario

Che ci sia un legame tra l’alimentazione, gli aspetti nutrizionali e le nostre difese immunitarie è un concetto che ho ribadito spesso. Premessa: non sono un medico, non sono un nutrizionista. Produco cibo. La curiosità, la voglia di informarmi e migliorare il mio lavoro stimolano continuamente il mio interesse su questi temi…proprio perchè ritengano facciano parte del mio mestiere.

In quest’ottica sono stato particolarmente soddisfatto dalla lettura di un articolo su “salute-prevenzione.it” a cura del dott. Philippe Lagarde dal titolo: “NELLA GUERRA CONTRO I VIRUS, LA SCIENZA DIMENTICA SEMPRE IL SISTEMA IMMUNITARIO” Leggi QUI

Un tema dunque di particolare attualità!

Il cibo: la “benzina” del sistema immunitario

Nutrizione e Sistema immunitario

Nutrizione e Sistema immunitario

Non voglio certo riportare qui l’intero articolo che vi invito a leggere per una più puntuale informazione. In sostanza si sostiene che  il nostro corpo ha un suo sistema immunitario praticamente perfetto…. ma gli manca la “benzina”, il giusto nutrimento per far sì che sia sempre efficiente nel lavoro di contrasto a virus e malattie.

Nel mio libro “Tutto parte dalla Terra” ho dedicato una sezione agli “alimenti che ci saziano ma NON ci nutrono”. Mai come oggi vediamo pubblicità di integratori “miracolosi” che danno energia e interverrebbero per colmare le nostre mancanze di vitamine e di micro e macro nutrienti….

E questo è un dato confermato anche dall’OMS, secondo la quale ben l’83% della popolazione con più di 40 anni è carente di micronutrienti.

La natura ci metterebbe a disposizione, attraverso il cibo, TUTTO il necessario… ma ciò che l’uomo attualmente produce, per diverse cause, non ci nutre abbastanza cioè pur saziandoci non apporta al nostro organismo tutto ciò di cui avremmo bisogno.

Cibo che sazia ma non nutre

Questo cosa significa? Continua a leggere

Carne sintetica: siamo alla svolta?

Sembra che per salvare il pianeta la strada che si è deciso di percorrere sia realizzare carne sintetica. 

Quello che fino a poco tempo fa era poco più di uno slogan per “colpire” l’attenzione del lettore comincia ad essere un progetto ben più concreto ed il fatto che industriali e miliardari come Bill Gates  ci stiano investendo cifre molto rilevanti rende la carne sintetica qualcosa con cui, verosimilmente avremo a che fare in un futuro non troppo lontano.

Uno dei punti cruciali è il costo. I primi esperimenti e le primissime produzioni, oltre a non essere accattivanti come consistenza e sapore, avevano un costo improponibile.
Oggi, questi costi si sono ridotti considerevolmente seppure siano ancora molto elevati per il mercato dei consumatori.

Carne sintetica? Perchè si è arrivati a questo?

Si vorrebbe ottenere una carne “superiore”, più etica, con la stessa consistenza e lo stesso gusto e più sana (!?)…quindi obiettivi molto ambiziosi direi.

MA nutrirmi con un alimento fatto in un laboratorio mi lascia più di un dubbio, non riesco proprio ad essere tranquillo. Infatti la carne è ottenuta partendo da cellule di manzo che vengono fatte moltiplicare usando una piattaforma di ingegneria dei tessuti 3D.

Essenzialmente uno dei motivi principali sul quale si punta è per la questione ambientale, cui siamo tutti sensibili ovviamente.
Sapete che dal letame e dalla digestione dei bovini, si producono gas (soprattutto metano) e scarti responsabili di inquinamento ed impatto ambientale.
Questo succede soprattutto per quegli allevamenti intensivi che oltre alle produzioni dei gas serra dissipano acqua per mantenere gli animali.

MA questo “spreco” di acqua vale anche per l’agricoltura intensiva dove il consumo è uguale se non superiore ed inoltre non tutte le campagne servono per produrre cibo per gli animali. Eppure, non capisco perchè, questo non faccia scandalo…mah!

carne sintetica

Carne sintetica – (immagine concettuale ©Adobe® Stock)

Siamo sicuri che la carne sintetica sia la soluzione per l’ambiente?

Aldilà della polemica o della triste “gara” a chi inquina di più, mi interessa qui riportare un articolo pubblicato su  Focus (leggi qui). Vengono riportati studi che evidenzierebbero come la carne sintetica, almeno per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico e dei gas serra, non sarà il miracolo che salverà la terra.

Riporto un trafiletto che riassume lo  studio che mette a confronto i due diversi processi produttivi della carne (tradizionale e sintetico):

Emissioni a confronto. I ricercatori della Oxford Martin School hanno analizzato le implicazioni climatiche a lungo termine dei due diversi processi produttivi, con una differenza rispetto agli studi precedenti: non hanno convertito, come spesso accade, tutte le diverse emissioni di gas serra in tonnellate di CO2 equivalente. A parità di tonnellate emesse, il metano ha infatti un impatto sul clima molto più elevato dell’anidride carbonica. Tuttavia, permane in atmosfera soltanto per 12 anni circa, mentre la CO2 persiste, e si accumula per millenni.

Quindi da questo studio emerge che se è vero che le emissioni di gas prodotte dagli allevamenti siano impattanti dopo un periodo svaniscono, cosa ben diverse per la CO2 emessa nel processo di produzione delle carni sintetiche che potrebbe essere più devastante a lungo termine.

Se da una parte si preservano suoli e il consumo di acqua, dall’altra l’inquinamento derivato dalle sostanze chimiche e dagli ormoni necessari per la produzione di carne sintetica avrebbe comunque un impatto ambientale importante.

Sinceramente non so chi abbia ragione, non ho sufficienti competenze in ambito fisico-chimico per entrare nel dettaglio.

Mi sembra però che il tema legato all’uso ed alla produzione di risorse per uso alimentare rimanga cruciale e che siamo ancora lontani dal trovare una soluzione realmente sostenibile.

In questo quadro ribadisco che nella mia esperienza le PICCOLE REALTA’, gestite in modo corretto ed oculato e basate sui cicli naturali riescono ad essere meno impattanti, più in equilibrio con la terra.

Perchè a volte “tornare indietro” a metodi produttivi del passato potrebbe essere la base per un vero “progresso”.