Allevamenti e allevatori: i suini, la terra, la competenza, la passione: intervista a William Manzali

Oggi il blog ospita William Manzali dell’allevamento suinicolo Galasso Jenny, William è un ragazzo giovane e pieno di passione che ha trasformato nel suo lavoro, dedicandosi agli animali e alla terra insieme al fratello e alla sua famiglia. Oggi ci aiuterà a capire come si alleva nel rispetto dell’alimentazione e del benessere animale.

Ciao William, so per certo che anche il nonno aveva la tua stessa passione come è nata la tua e quando?

Allevamenti suini - William Manzali

William Manzali

La mia passione è nata fin da quando ero molto piccolo quando, nel giorno di gran festa tra i più importanti dell’anno, la famiglia intera si riuniva per “far su” il maiale. Con occhi fissi puntati sulle sapienti mani del nonno imparai le basi di quello che, poi, è diventato prima il loro e poi anche il mio mestiere.

 

 

Che tipo di alimentazione date ai vostri animali?

Si compone di carboidrati (derivati dal mais), proteine (dalla soia), fibra ( dalla crusca di frumento) e proteina povera (dall’orzo) il tutto raccolto direttamente dai terreni della nostra azienda agricola che noi stessi lavoriamo durante la stagione estiva.

Il ruolo cruciale dell’alimentazione in allevamento, controllo completo dalla coltivazione alla trasformazione

Allevamenti suini: mulino

Mulino

In azienda avete il mulino, come è nata questa scelta e a cosa serve?

Abbiamo voluto un mulino interno per poter macinare i prodotti dei nostri terreni senza dover far uso di farine esterne. Così facendo, i prodotti dai quali ricaveremo l’alimentazione dei nostri maiali, non escono mai dalla nostra azienda, nemmeno in fase di trasformazione, e ciò permette un ferreo controllo sulla qualità e la genuinità del prodotto finale.

Qual’è la differenza tra l’alimentazione di un suino svezzato ad uno ormai adulto?

Il suino piccolo necessità di una miscela d’alimentazione più ricca di proteina per favorirne l’accrescimento. Dopo i 100kg di peso l’alimentazione più idonea sarà composta da meno proteine e più carboidrati per avare la giusta copertura di grasso a favore della qualità della carne.

Tutte le vostre linee alimentari come sono state studiate, chi vi ha seguito in tutto questo?

L’esperienza data dalle due generazioni di allevatori che mi hanno preceduto e l’aiuto esperto di alcuni nutrizionisti, hanno permesso di arrivare a questa formula alimentare.

Ho visitato più volte la Vostra azienda ed ho visto che siete molto scrupolosi, sia nel vestiario, quando entrano soggetti in visita, ma anche nella deratizzazione, quanto è importante per gli stessi animali vivere in ambienti sani e come cambia la loro vita?

Il vestiario adatto è indispensabile per evitare di alterare l’habitat dei suini mentre la derattizzazione è fondamentale per evitare che gli stessi vengano contagiati dalle malattie di cui i ratti sono portatori. In collaborazione con la ASL locale abbiamo, quindi, studiato a tal fine un programma di derattizzazione da rivalutare ogni due/tre mesi a seguito di loro controllo. Queste attenzioni sono fondamentali per il benessere dei suini.

Alevamenti e benessere animale: lo spazio, l’arieggiamento, la paglia…allevamenti suini MAnzali

I vostri animali quanto spazio hanno dedicato tra spazio interno ed esterno?

Per disposizione della CE ogni suino deve avere a disposizione una spazio pari a 1m2 sul grigliato e di 1,5m2 su paglia. Ognuno dei nostri box è su paglia ed ha una superficie, tra interno ed esterno, di 32m2 e può contenere un massimo di 15 suini.

Quanto è importante lo spazio per gli animali?

Lo spazio per gli animali è fondamentale. Un suino con spazio idoneo avrà meno problemi respiratori, soffrirà meno il caldo e, quindi, sarà soggetto a meno stress. Lo spazio idoneo garantisce ad ogni animale un maggior benessere sotto ogni punto di vista.

Oltre agli spazi avete avuto cura anche di illuminazione, arieggiamento della stalla, acqua sempre pulita ecc..?

La stalla della mia azienda accoglieva, prima dei suini tuttora presenti, le vacche allevate dal nonno. Trattasi, quindi, di un capannone che arriva ad un altezza di 6mt che garantisce, con l’apertura dei portoni, un continuo giro d’aria che impedisce lo stagnarsi dell’ammoniaca.

Per quanto concerne l’acqua, invece, una volta all’anno procediamo all’analisi della stessa per verificare che il PH sia più possibile alcalino, ciò ad impedire la formazione di batteri.

Come vengono tenuti gli animali nei box? Paglia, grigliato, cemento e che differenza passa sulle diverse superfici e perchè avete fatto certe scelte?

Tutti i suini sono su paglia. A questa regola fanno eccezione le scrofe che, al termine della gestazione, vengono messe in appositi box privi di paglia prima di entrare in sala parto.

La scelta della paglia è stata data dalla volontà di assicurare il massimo livello del benessere animale. La paglia, infatti, oltre ad assorbire l’ammoniaca e le deiezioni dei suini, funge da ottimo antistress. Gli animali utilizzano la paglia per giocare, spostandola si ricavano il nido per dormire. Ricordiamo che la CE impone agli allevatori di mettere dei giochi (palloni, catene, etc) nei box per diminuire il livello di stress degli animali. Tale regola vale solo per il grigliato perchè non necessario in caso di disposizione su paglia.

Avvengono nel vostro allevamento atti di cannibalismo tra animali e se la risposta e no perchè?

Assolutamente no e ce ne vantiamo!!!!

Il cannibalismo è un negativo segno di allarme del mancato benessere dell’animale che può essere dato da vari fattori, i più svariati (scarsa pulizia, aria viziata, poco spazio, alimentazione sbagliata, etc).

Come vengono tenuti i maialini e a che età vengono staccati dalla mamma?

Finito il periodo di gestazione (110/112 gg) la scrofa viene portata in sala parto ed andrà a partorire in apposite gabbie, così denominate perchè dotate di barre antischiacciamento (servono per evitare che se dopo la poppata il suinetto si addormenta, lo stesso non venga schiacciato dalla mamma). Finito l’allattamento si passa alla fase di svezzamento. Negli allevamenti intensivi questo avviene intorno al 21°/22° giorno di vita mentre da noi lo svezzamento avviene intorno al 35°/40° giorno per avere un suinetto più formato.

Quanto è importante il latte materno per i cuccioli?

Per il suinetto appena nato sono fondamentali due cose: COLOSTRO E CALORE. E’, quindi, per lui fondamentale poppare il latte materno durante le prime ore di vita. Il calore, invece, viene prodotto artificialmente per mezzo di lampade che fungono da incubatrice e che portano la temperatura sui 21°/22°.

Allevamento intensivo= maggior profitto. E la qualità?

Che differenza passa tra l’accrescimento dei Vostri suini e di un suino allevato in intensivo?

L’accrescimento negli allevamenti intensivi è molto veloce. Durante la fase di magronaggio (dai 30kg ai 100 kg) i suini aumentano di 1kg al giorno, mentre nella fase di finissaggio (dopo i 100kg) di 800 gr al dì.

Gli allevamenti intensivi, infatti, riescono, grazie a questi ritmi, a fare due cicli l’anno di allevamento suini. Nel nostro allevamento ,invece, il ciclo è uno solo con un aumento giornaliero di peso pari, in media, a 400 gr. Un accrescimenti più lento permette, ovviamente, di ottenere una carne migliore.

E a livello di costi in percentuale, quanto costa di più un tipo di allevamento come il Vostro?

Dimezzando i tempi per l’accrescimento si ha, necessariamente, un raddoppio in termini di costi di produzione. Un suino di ciclo non intensivo mangia per un interno anno all’interno dell’allevamento prima di portare guadagno, viene pulito settimanalmente e comporta una manodopera che in termini di tempo ed attenzione non è nemmeno paragonabile all’alternativa dell’allevamento intensivo.

Coltivazione Biologica per l’alimentazione dei capi: scelta naturale al 100%

So che state convertendo i terreni in biologico, come mai questa scelta?

IL 70% dei nostri terreni vengono coltivati ad erba medica che è, notoriamente, un ottimo azoto-fissatore. Altra caratteristica delle medica è quella di agevolare il controllo delle infestanti. Un buon medicaio dura dai 4 ai 5 anni e non richiede trattamenti pesticidi o di concimi chimici. Grazie a questi impianti sui terreni, dopo i 5 anni, in modo quai automatico si passa al biologico, con certificazione degli appositi enti e successivi rigidi controlli. Riusciamo ad ottenere successive colture (mais, orzo, etc..) completamente biologiche senza uso di diserbanti. L’unico mezzo per il mantenimento poi del biologico è l’uso della vecchia zappa. La scelta è data dalla volontà di nutrire i suini con prodotti 100% naturali.

Come avvengono i trasporti dei vostri suini?

I trasporti avvengono con un mezzo di proprietà e ciò sia per evitare inutili stress all’animale dati dalla presenza di estranei ma soprattutto per evitare che quelli caricati vengano contaminati da un camion che ha precedentemente ospitato animali provenienti da altri allevamenti quindi, con diverso habitat.

Perchè avete deciso di affidare a Voi stessi i trasporti?

Il trasporto esclusivo dei nostri suini ci consente di avere una macellazione veloce, nel giro di massimo un ora, permettendo così di ridurre lo stress dato da caldo e trasporto.

Quando vedi certi immagini di allevamenti intensivi, quali sono le tue sensazioni e cosa ne pensi?

Mi dispiaccio soprattutto del fatto che, “quelle” immagini, finiscono per danneggiare anche chi come me adotta tutt’altra politica.

Si generalizza purtroppo. A mio avviso, un allevamento che viene costantemente visitato durante l’anno dai veterinari, con continui prelievi di campioni di sangue, non ammette la presenza animali sofferenti. E’ chiaro, tutto si può fare ma per le rigide regole della CE il rischio di pene per maltrattamento animale è molto alto.

So che hai una grande passione per i salumi è vero che anche tu non aggiungi conservanti chimici nei tuoi prodotti?

I miei sono prodotti naturali al 100%. Nessuna magia ma basta solo osservare qualche piccolo accorgimento:

  • non mescolo carni anche se tutte del mio allevamento (per ogni suino una partita di salami);
  • il maiale deve essere perfetto, senza imperfezioni;
  • stagionatura seguita in modo quasi ossessivo.

Perchè questa scelta?

Ho la fortuna, quasi un “dono”, di avere un allevamento mio dove accresco animali in maniera del tutto naturale. Sarebbe un assurdo aggiungere della chimica proprio nella fase finale, ciò quella che poi finisce nel piatto del cliente.

 Riusciresti se allevassi un suino in maniera diversa ad ottenere un salame senza l’aggiunta di chimica?

Assolutamente no!

Lavorare con suini provenienti da allevamenti intensivi (di 180 kg a 7/8 mesi di età) porterebbe ad un calo peso del salame in fase di stagionatura superiore al 10/15% (rispetto ai miei). In quel caso, quindi, dovremmo intervenire con farine per diminuirne il calo e nitrati per la conservazione della carne.allevamenti suini rizzieri

Vorresti dare un seggerimento o un tuo commento a chi vorrebbe intraprendere la strada dell’allevatore?

Allevare è un arte. Se avete la fortuna di avere questa passione seguitela senza timore. Fatica e sacrificio saranno all’ordine del giorno ma facendo quel che piace “ non si lavora nemmeno un giorno”.

In concluisione cosa vedi nel panaorama suinicolo in Italia e come seconte te potrebbe migliorare?

A mio parere il suinicolo Italiano può avere un grande futuro. La carne di suino sappiamo essere la più sana in commercio date le regole ferree imposte dalla CE.

Per migliorare ulteriormente il settore  bisognerebbe proteggere maggiormente la carne italiana e portare a conoscenza del consumatore finale ogni dettaglio relativo alla carne che si trova nel piatto.

Grazie William per averci dedicato il tuo tempo e per averci spiegato le differenze e i metodi di allevamento. Ci auguriamo che la tua testimonianza possa essere presa da esempio per avere sempre più allevamenti che ci rendono orgogliosi del nostro panorama zootecnico.

 

4 pensieri su “Allevamenti e allevatori: i suini, la terra, la competenza, la passione: intervista a William Manzali

  1. Sergio

    Complimenti! Sono partito anche io 5 mesi fa con un allevamento bio.. e con questo metodo di allevamento.giusto dare spazio e voce a chi come noi ci crede e vuole cambiare..solo così credendoci si può veramente dare una svolta e dare prodotti finali con un valore aggiunto.

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    1. Lorenzo Rizzieri Autore articolo

      Ciao Sergio,
      grazie e mi fa piacere scoprire persone come te. Il mio lavoro e quello di valorizzare persone come voi che avete fatto delle scelte importanti. La cosa importante è andare tutti nella stessa direzione e cercare di creare una rete di persone che hanno stesse intenzioni e filosofia. Contattami in privato su FB magari lasciami i tuoi recapiti, perchè se hai suini BIO potrei già avere un cliente molto interessato.
      Grazie
      Lorenzo

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  2. Paolo Pronino

    Sono un agricoltore di Villafranca Piemonte e ho avuto la conferma del tipo di stalla che ho in progetto e che realizzero

    Rispondi

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