Intervista a Michele Ruschioni, founder di Braciamiancora.com

Intervista speciale oggi sul blog perchè abbiamo avuto il piacere di incontrare Michele Ruschioni scrittore, giornalista divulgatore.
Founder di Bramiancora, (braciamiancora.com) progetto editoriale e community di enorme successo, dove racconta, fa dimostrazioni in giro per l’Italia e non solo dedicandosi al MONDO CARNE, dalla materia prima alla cottura.
Gli abbiamo fatto qualche domanda per avere un suo punto di vista su come sta evolvendo il settore della carne, carpire con lui le nuove idee le nuove tendenze che girano attorno al mondo “carnivoro”.

Ciao Michele e benvenuto sul blog.

Inizio con una domanda che mi incuriosisce tanto:  Come mai da giornalista, pur rimanendo tale, ti sei buttato sul mondo carne, uscendo da quello che un po’ era il suo settore?

Dopo 15 anni trascorsi a raccontare fatti di cronaca e politica il passaggio al mondo carnivoro è stato graduale.
Io per scherzare dico che dopo 15 anni appresso alla politica sono guarito.
In realtà il mio mondo è il giornalismo, ovvero la capacità e la voglia di fare domande, cercare risposte e raccontare ad una platea, che può essere più o meno vasta, il mondo con i suoi fatti e le sue notizie .

Com’è stato l’impatto?

Il mondo carnivoro, ma il mondo del food in generale, è molto più limpido e trasparente. Non è inquinato come il mondo politico dal quale provengo. Ha meno alchimie e non esistono maschere e dietrologie. E’ un mondo genuino e diretto. Posso dirlo? E’ un mondo bellissimo, pieno di umanità.braciamiancora michele ruschioni

Dal giornalismo politico al progetto braciamiancora.com

Com’è nata l’idea di Braciamiancora?

Braciamiancora, che io amo definire un progetto editoriale a tutto tondo, è nato perchè nessuno raccontava questo mondo, c’era un vuoto editoriale che da appassionato non riuscivo a spiegarmi.

A me sembrava impossibile una cosa del genere.

Ho iniziato a raccontare questo mondo con la pagina Facebook,  poi con il blog, diventato in seguito una vera e propria testata giornalistica. L’apertura del canale Youtube e del profilo Instagram sono poi venute automaticamente.

Qual è stato il suo successo, così seguita e amata su tutti i social?

braciamiancora

Da una parte avevo una infinità di storie da raccontare e dall’altra un pubblico molto vasto desideroso di leggere quelle storie. Ho unito questi due realtà. Detto così pare semplice, ma in realtà c’è stato molto lavoro e molto studio dietro. Oggi sommando Facebook, Youtube, Instagram e il sito posso dire che mensilmente raggiungiamo circa 5 milioni di persone. Alla base di tutto però c’è stata la passione, quella con la P maiuscola. Lei è stata il vero motore.

Parlaci un po’ del tuo libro, com’è nata l’idea e cosa tratta?

Il libro ti permette di approfondire certi argomenti, oltrepassa i limiti del web. “Braciami ancora la tribù del barbecue” è un saggio che spiega la magia della cottura a fuoco vivo.

Un libro che mancava nel panorama librario italiano. Ho fatto 29 presentazioni in giro per l’Italia e le vendite sono andate molto bene.

il punto di vista sul panorama carne italiano, il ruolo dei MACELLAI

Secondo la tua esperienza  manca qualcosa ancora nel panorama carne italiano?

Manca il coraggio, nella sua accezione più alta e generale. E’ un mondo a macchia di leopardo, trovi eccellenze coraggiose, ma anche tanta paura che non fa alzare l’asticella. Se un numero considerevole di macellai viaggia con il freno a mano tirato vengono meno stimoli e il confronto si impoverisce.

Cosa bisognerebbe migliorare?

Sono del parere che sia il macellaio a dover indicare la direzione del consumo al cliente. Non viceversa. Il macellaio è il professionista, colui che deve detenere il sapere, il know how.
In poche parole: il macellaio è colui che sa.
E in base a queste competenze deve salire in cattedra e spiegare ai propri clienti, tanto per fare un esempio, che non esiste solo la lombata.
Ti chiedo: quanti macellai educano i propri clienti alla filosofia del Nose to tail? Ancora troppo pochi.

Quanti si mettono alla ricerca di allevamenti seri e sostenibili, andando a vedere con i propri occhi la provenienza di certe carni? Ancora troppo pochi. Il macellaio ha un ruolo fondamentale: è l’anello di congiunzione tra la stalla e il frigo di casa.

Deve abbracciare questa forma mentis, altrimenti rischia di essere sostituito dal primo blogger che si organizza e inizia a vendere carne online.

Come ti ha colpito e se ancora ti colpisce del mondo dei macellai?

L’approccio positivo e innovativo che molti macellai under 40 stanno portando alla professione. Questo mi fa ben sperare.

Mentre dei ristoratori?

Se nel mio girovagare ho visto pochissimi macellai improvvisati non posso dire la stessa cosa dei ristoratori: ce ne sono alcuni davvero indecenti dai quali non mi farei fare nemmeno un cappuccino.

Vedi che ci sia sintonia, collaborazione, o sono mondi paralleli che non si incontrano?

Sono un po’ come i fisioterapisti e gli ortopedici. L’uno non può fare a meno dell’altro anche se non sempre lo ammettono.

I migliori ristoranti sono quelli che si fanno aiutare da bravi macellai.

Qual è il tuo argomento preferito sul mondo carne? Le cotture, le frollature, le provenienze, gli allevamenti…?

Amo intercettare la passione che si nasconde dietro ogni singolo aspetto, credo che sia in assoluto l’argomento più bello. Questo mondo, nelle sue mille sfaccettature, ha tantissima passione.

Mi piace approfondire argomenti come la frollatura e il benessere animale. Se ne parla sempre troppo poco.

Hai girato e stai girando tanto, quali sono i primi tre locali ristorativi che ti vengono in mente che ti hanno colpito in modo particolare, senza nulla togliere agli altri!

Ogni anno la redazione di Braciamiancora premia i migliori ristoranti e quindi credo sia giusto nominare quelli fino ad oggi premiati:
“Il Mulino del Casale” a Villanova d’Asti, premiato come Miglior ristorante nel 2017. Era un bellissimo ristorante, uno dei mie preferiti, ma oggi i proprietari si sono trasferiti a Torino perchè in  provincia non riuscivano a lavorare tutti i giorni.
Poi c’è “Nana Meat and Wine” a La Spezia, premiato come miglior ristorante del 2018.
Poi amo sempre ricordare lo straordinario percorso che ha fatto negli  ultimi tre anni “La Mangiatoia” di Alassio, in provicia di Savona. Era poco più di una hamburgeria, oggi grazie al lavoro del suo chef Michele Cammarata, è uno dei migliori ristoranti carnivori dell’Italia nord occidentale.

Ed a livello macellerie?

Quelle di qualità sono davvero tante. Sul nostro sito abbiamo inserito una mappa con le migliori macellerie italiane.

Qual è la cottura che ti ha lasciato di stucco?

I forni a carbone sono un dispositivo di cottura davvero intrigante, molto comuni in Spagna. In Italia abbiamo iniziato a scoprirli da poco.

Il miglior pezzo di carne che hai assaggiato?

Una entrecote di rubia gallega di 16 anni assaggiata nel corso di una degustazione privata organizzata da un piccolo allevatore galiziano. Qualcosa di inarrivabile.

Quali sono i progetti futuri cosa bolle sulla griglia di Braciamiancora?

Avremo un autunno e un inverno davvero divertente. Proveremo a raccontare storie saporite e a farvi conoscere persone molto interessanti.

Mi piacerebbe scrivere un altro libro, ho già il titolo, ma per scrivere un libro che sia interessante ci vuole tempo. Spero per la fine del 2020.

Seguite i social e state certi che avrete sempre qualcosa di interessante da scoprire.

Qualche consiglio per fare una buona griglia e per fare un buon BBQ  casalingo?

Per fare un buon barbecue serve un ingredienti che non troverete nemmeno nella migliore delle macellerie: il tempo.

Prendetevi il tempo per celebrare il rito e coccolare i vostri amici.

Grazie Michele per la tua disponibilità, professionalità e per l’enorme lavoro di divulgazione che stai facendo sul mondo carne!

2 pensieri su “Intervista a Michele Ruschioni, founder di Braciamiancora.com

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