Intervista a Shantih Coro – Asseintestinocervello

Oggi abbiamo l’onore di ospitare sul blog il Dottor Shantih Coro. Nutrizionista e coach italo-americano che attualmente vive e lavora a St. Augustine, in Florida (Stati Uniti). Consegue la sua formazione accademica negli Stati Uniti e si occupa di Dieta GAPS per l’asse intestino cervello e stile di vita applicati alle patologie, sport e benessere.

Buongiorno Dott. Coro e benvenuto nel blog. La prima cosa che vorrei chiederle e di presentarsi al nostro pubblico, chi è? E cosa fa?

Buongiorno, io sono quello che in Italia viene chiamato biologo nutrizionista, anche se il percorso di studi qui in America sia molto diverso da quello italiano. Anni fa venni negli USA proprio perché la formazione per i nutrizionisti è su un altro livello. Ci sono molte attività, materie, progetti, esperienze sul campo e molto altro che i nutrizionisti italiani non fanno, anche perché in Italia è una professione nuova e non ancora ben ancorata nel sistema sanitario e non. Basti pensare che in Italia un nutrizionista in tre-quattro anni con biologia o scienze dell’alimentazione ha finito il suo percorso di studi, qui negli USA servono dai sei agli otto anni per diventare nutrizionista, di cui oltre mille ore di rotazioni da clinica in ospedale, alla mensa di case di cura a team di atleti professionisti. Poi c’è l’esame di stato e si può iniziare la professione, chi decide poi di diventare ricercatore esiste il PhD in scienza dell’alimentazione o nutrizione che in Italia ancora non esistono.

 

Shantih Coro Nutrizionista

Shantih Coro – asseintestinocervello.com

Mi occupo principalmente di patologie autoimmuni, problemi digestivi e per molti anni mi sono occupato di nutrizione sportiva con atleti di altissimo livello. Ho seguito il numero 5 al mondo del tennis professionistico, ho lavorato con il team di Thiago Silva per la preparazione al campionato del mondo nell’UFC di arti marziale miste contro Lyoto Machita, campione del mondo di triathlon e tanti altri. Ho inoltre un programma per CEO, esecutivi, professionisti per soli uomini di oltre i 40 anni sulla longevità negli Stati Uniti.

In questi anni non mi sono occupato solo di nutrizione ma ho creato un programma che abbraccia la salute a 360 gradi che va ben al di la della sola nutrizione.

Come è nata la Sua specializzazione in malattie autoimmuni, un caso particolare?

Non ho imparato a occuparmi di patologie autoimmuni all’Università, da un corso o sui libri, ma con tanta esperienza per circa 20 anni. Come ho già detto nasco come nutrizionista sportivo, amavo ciò che facevo ma, ma verso i 30 anni, mi è stato diagnosticato un severo morbo di Crohn. Nei miei momenti più difficili sono arrivato a pesare 38 Kg, ad avere oltre 30 scariche al giorno di diarrea con sangue e sono svenuto per il dolore. Con oltre 4 anni di determinazione, alti e bassi, seguendo la Dieta GAPS e curando tutti gli aspetti dello stile di vita sono diventato una persona sana che non usa più medicine da ormai quasi 20 anni. Fin dall’infanzia ho sofferto di disturbi come colite, i medici mi hanno messo a dieta fin da bambino, poi verso i 14 anni ho sviluppato problemi di attenzione con iperattività e avevo disturbi ossessivo compulsivi.

Nonostante mi fossi sempre interessato di alimentazione, ho sempre fatto tanta attività fisica e anche sport a livello agonistico, ma avevo questi forti problemi. Penso sia stato questo a portare il mio interesse verso la mia specializzazione, verso quello che sarebbe diventato il mio lavoro.

Dopo che sono tornato in salute, ho iniziato ad avere pazienti con malattie autoimmuni come rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, Celiachia, artrite reumatoide e molte altre ed ho iniziato ad accumulare una notevole esperienza, in queste patologie. Ma oltre alle patologie autoimmuni presentavano nella maggior parte dei casi anche diversi problemi digestivi.

Dieta GAPS: la cura delle pareti intestinali e del microbiota

Sento nei suoi interventi parlare di dieta GAPS cos’è e in che cosa consiste?

La dieta GASP, su una persona sana non è necessaria. La dieta GAPS è una dieta che ha come obiettivo la cura delle pareti intestinali e del microbiota. È abbastanza complesso da spiegare, però sappiate che ha tutti gli elementi per portare un intestino non sano, che presenti sintomi digestivi o meno, in salute. Chiaramente rendendo l’intestino un organo sano abbiamo effetti positivi anche sul sistema immunitario, in quanto si trova principalmente in questa parte del corpo. L’obiettivo è risolvere completamente i problemi digestivi, avere pareti intestinali integre, una digestione e microbiota sani. La dieta GAPS non è univoca per tutti ma benché abbia una sua struttura, va cucita su misura sulla persona che la segue.

La maggior parte delle diete sono semplicemente diete a eliminazione, ovvero eliminano certi alimenti per un periodo per poi “cercare’ di reintrodurli e spesso con scarsi risultati. Questo perché eliminare una serie di alimenti non è curare l’intestino, c’è un’abissale differenza tra la mera eliminazione di alimenti e un regime alimentare che abbia gli alimenti che permettano all’intestino di recuperare la sua salute. Generalmente le persone seguono una dieta che elimina una serie di alimenti, magari stanno anche meglio, provano e reintrodurre alimenti e non ci riescono perché l’intestino è sempre lo stesso; quindi, non riescono più a seguire la dieta, la abbandonano e ne cercano un’altra magari preceduta da abbuffata per la restrizione della dieta precedente. Saltano in questo modo da un nutrizionista all’altro per anni senza mai raggiungere salute.

SI divide in tre fasi partendo da una dieta introduttiva con un’accurata selezione di cibi molto ridotta, che ha come obiettivo iniziare a riparare le pareti intestinali. Mano a mano che la persona migliora, si arriva gradualmente ad una fase completa con tutti gli alimenti che fanno parte della dieta GAPS. Nell’ultima fase si abbandona gradualmente la dieta, ovvero si torna ad avere un’alimentazione sana ma anche sostenibile per l’individuo senza più restrizioni. Questo processo dura anni, in quanto ci vogliono anni per ammalarsi, lo stesso per tornare in salute. In casi particolarmente gravi, la Dieta GAPS va seguita a vita, con piccole deviazioni.

La Dieta GAPS trae in parte le sue origini dalla Dieta dei Carboidrati Specifici (SCD), creata negli anni 20 da un gastroenterologo americano, il Dr. Haas, che ancora oggi negli Stati Uniti viene utilizzata negli ospedali per il Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
Fu la Dott.ssa Natascha Campbell-McBride una neurologa Russa, che la rimodulò la dieta dei carboidrati specifici per aiutare il figlio autistico grave (oggi un ragazzo normale di 30 anni), mantenendo il concetto dei carboidrati specifici ma stravolgendola completamente. GAPS è l’acronimo di sindrome psico intestinale o sindrome fisiologico intestinale proprio per evidenziare l’importanza dell’intestino sulla salute di tutto il corpo, un po’ come le radici di un albero.

Stile di vita, alimentazione e malattia

Abbiamo avuto modo di confrontarci in interviste via web dove si è parlato di stile di vita. Qual è il giusto stile, cosa fare e cosa evitare?

Generalmente non ci si ammala solo per l’alimentazione, le patologie autoimmuni hanno tutte una serie di input; quindi di stimoli, che più vengono accesi più nel tempo ci avviciniamo a sviluppare una patologia autoimmune. Si dice che la genetica carichi la pistola, ma siamo noi a premere il grilletto con il nostro stile di vita. Ma non si schiaccia il grilletto solo mangiando male, non basta mangiare il glutine o altro come tanti pensano, oggi una persona media vive per ammalarsi prima o poi. L’andare a dormire tardi, sedentarietà, il sovrappeso, o sottopeso, essere iperstressati, ritmi di vita folli e insostenibili, una vita non soddisfacente quindi con spesso rabbia e frustrazione, stare tanto al chiuso esposti a luci artificiali e con poca esposizione al sole e quando c’è si applicano le “creme protettive”, poca esposizione alle luci naturali, sempre chiusi in appartamenti e raramente in natura e tanti altri fattori sono tutta una serie di abitudini e comportamenti comuni nei paesi industrializzati che nel complesso creano un ambiente che facilita la malattia.

Le nostre necessita biologiche non sono cambiate da quelle dei nostri antenati, però oggi si vive in un mondo completamente contro natura che promuove malattia.

Per avere uno stile di vita appropriato dobbiamo stravolgere completamente la nostra vita quindi andare a dormire presto, alzarsi presto, rispettare i cicli circadiani, con l’esposizione alla luce naturale durante il giorno e poca luce o nulla durante la sera, praticare esercizi di respirazione, perché si vive in una società molto stressante, quindi la respirazione, la meditazione, sono pratiche importanti ma anche allenarsi duramente, avere un hobby, la terapia del freddo, atteggiamento mentale positivo, amicizie che apportano invece di togliere e tutta una serie di scelte (perché questo sono) che non solo ci fanno sentire bene ma che costruiscono a un ambiente di salute. Vivere così richiede impegno e mettere la salute tra le priorità, arrivano poi le gratificazioni.

Abbiamo oggi per esempio il problema dell’iper-esposizione alle luci a led non solo con le lampadine in casa/ufficio o negozi ma anche computer, cellulari, tablet, TV e schermi. Queste luci non solo è stato dimostrato che danneggiano l’occhio e lo fanno invecchiare precocemente ma l’ormone dello stress cortisolo viene stimolato dalla luce che riceve l’occhio e quello del sonno, melatonina dal buio.  Quindi l’esposizione a queste forti luci fa si che il cortisolo sia sempre alto quindi è come se avessimo una tigre che ci rincorre tutto il giorno e questo altera il microbiota in modo estremamente negativo… poi aggiungiamo lo stress di come la persona media conduce la propria vita e ci meravigliamo se non riusciamo a dormire o ci alziamo dal letto a fatica, siamo stanchi, senza energia, voglia di fare o di mal umore e un giorno arriva una diagnosi.

Concludendo se una persona mangia bene e fa attività fisica, ma il resto del suo stile di vita è scorretto, prima o poi si ammalerà come quello che mangia male.

Quanto conta l’alimentazione come fattore di guarigione?

Beh, conta tantissimo, ma come ho detto è uno dei tanti tasselli del puzzle salute, tante persone vengono da me avendo seguito tutti i tipi possibili di diete, ciònonostante continuano a stare male proprio perché l’alimentazione è solo uno dei tanti aspetti per la promozione della salute.

A mio avviso per chi sta male l’alimentazione migliore è la dieta GAPS per chi sta bene a patto che mangi cibi genuini, è soggettivo, ovvero deve essere un regime alimentare in grado di essere sostenuto a lungo termine. Chi può scegliere la dieta che vuole perché sta bene, la domanda da farsi è: sono in grado di mangiare in questo modo per il resto della mia vita? Se la risposta è no, e pensiamo in continuazione ad alimenti che “non possiamo” mangiare ma che fanno parte di un’altra dieta, allora la dieta che abbiamo scelto non è sostenibile per quella specifica persona.
La sostenibilità è quindi assolutamente individuale ma attenzione che quando si parla di mangiare in modo corretto, non vuol dire perfetto e questo aiuta la sostenibilità, anche perché il cibo è un atto di piacere e sociale. Discorso ben diverso per chi sta male, ma con voglia di cambiare, forza di volontà e disciplina tutti possono arrivare nel tempo a stare bene.

Nelle malattie che tratta si può arrivare ad una completa remissione?

Nella mia esperienza, assolutamente si e l’ho visto nei miei pazienti per 20 anni anche nei casi più disperati e io ne sono un chiaro esempio. Ho molti casi che sono stati in completa remissione anche di patologie autoimmuni considerate non migliorabili. Ma c’è una grande differenza nel somministrare una medicina che sopprime il sistema immunitario, che da un lato ci fa stare meglio ma la patologia prosegue e infatti capita che in diversi casi oltre alla patologia autoimmune che si ha se ne può sviluppare nel tempo più di una. Per esempio chi ha il diabete tipo 1 diventa spesso celiaco, chi ha l’artrite reumatoide sviluppa anche il lupus ecc. ecc.. Perché questo?
Perché la medicina che si utilizza riduce i sintomi le persone si sentono bene entrano nella fase nominata “remissione” ma la patologia continua ad andare avanti, fino a che riprendono a stare male.

Quello che faccio invece è ottimizzare il sistema immunitario verso la cura dell’intestino del microbiota e dello stile di vita in tutte le sue sfaccettature.

Visto l’importanza dell’alimentazione, quant’è importante saper selezionare il cibo?

È importantissimo personalmente credo che nelle patologie, ripeto, la dieta migliore sia la GAPS che deve essere personalizzata sull’individuo. Il cibo sbagliato in una persona con problemi digestivi può portare a diarrea, pancia gonfia, dolore allo stomaco mentre in una persona con patologie autoimmune è peggio, può portare all’acutizzazione della malattia. Quindi la selezione dei cibi è importantissima in chi ha problemi di salute mentre in chi non ne ha, se mangia cibi di qualità, purché mangi principalmente cibo vero, non ha bisogno di restrizioni, in quanto non è mai il cibo di per sè il problema ma sono sempre le reazioni dell’intestino a contatto con il cibo, per questa ragione la mera eliminazione di alimenti non risolve mai nulla. Purtroppo, la maggior parte delle persone con patologie autoimmuni segue diete a eliminazione.

Tornare alle tradizioni della cucina italiana per assumere alimenti essenziali

Quale tipo di cibo consiglia per l’alimentazione?

Tutto ciò che non è cibo confezionato, di fonti sostenibili, può essere cibo che va bene.

È importante però tornare alle tradizioni, per riportare alimenti essenziali per la nostra salute che stanno sparendo ma che fanno parte della cucina tradizionale italiana quindi non solo frutta, verdura e alimenti considerati sani o della Dieta Mediterranea ma alimenti che tutti dovrebbero mangiare di più come i brodi, mangiare tutto l’animale incluso le interiora, midolli, cartilagine, pelle,  non solo il muscolo che è la parte nutrizionalmente più povera, quindi i grassi animali, alimenti fermentati e molto altro.

Tutti alimenti essenziali per la salute dell’intestino, che dovremmo semplicemente riscoprire che sono facente parte delle nostre tradizioni e sicuramente passare più tempo in cucina.

Se chiedessimo a chiunque quale sia l’alimento più ricco di vitamine e minerali, chiunque direbbe un alimento vegetale in realtà gli alimenti più ricchi di vitamine e minerali provengono dal mondo animale, specialmente il fegato, nulla si avvicina minimamente a questo in termini di densità nutrizionale.

La carne sul banco degli imputati? Gli allevamenti etici e la salubrità delle carni

Spesso si sente demonizzare la carne con servizi televisivi che accusano di inquinare, del fattore sostenibilità ecc…. arrivando a soluzioni come la carne sintetica, Lei cosa ne pensa?

Penso che siano tutte manovre politiche e spinte dei media infondate senza nessuna robusta evidenza scientifica.
Basti pensare che i ricercatori di Cambridge hanno indagato su tutti i membri delle commissioni che hanno approvato le ULTIME linee guida nutrizionali per gli USA nel 2020 ed hanno riscontrato che il 95% di loro AVEVA CONFLITTI DI INTERESSE in quanto finanziato direttamente (o indirettamente) dall’industria alimentare e case farmaceutiche. Come possiamo fidarci delle agenzie governative e ciò che arriva dai media?

Il problema non è la carne ma come viene allevata e quello che si mangia assieme alla carne. Se per esempio nessuno mangiasse più carne e tutto il mondo diventasse vegano non si farebbe che spostare un problema da una parte all’altra.
Quindi andremo sull’agricoltura, ma l’agricoltura industriale che tratta la terra esattamente come negli allevamenti intensivi vengono allevati gli animali. Ogni anno si perdono circa 27000 mila microbi dalle coltivazioni, l’Humus diventa sempre più sottile ci sono terreni che diventano sempre meno coltivabili sono terreni dove non cresce più nulla e si stima che se si continua di questo passo tra 50 anni non ci saranno più terreni coltivabili. Questo per come viene trattata la terra.
Non si può prendere dalla terra senza dare alla terra. La terra va trattata come un ecosistema. Si usa concimare, poi si semina e poi via con spray di ogni genere fungicidi, pesticidi, battericidi senza la minima preoccupazione; quindi, questo non è il modo di coltivare, non è sostenibile.

Bisogna capire che gli animali fanno parte del ciclo dell’agricoltura e dobbiamo capire che le monoculture in natura non esistono. Se si guarda in una foresta non cresce un tipo di pianta ma una moltitudine.

Inoltre l’agricoltura industriale ha bisogno di quantitativi d’acqua sproporzionati, perché? Perché manca l’humus. E come facciamo ad averne di più. Beh bisogna avere animali e piante che ASSIEME alimentano i cicli della terra come il ciclo del carbonio, ciclo dell’energia, ciclo dell’acqua, ciclo dei minerali, ciclo microbico e le comunità dinamiche che uniscono questi cicli senza contare tutti quelli che non conosciamo.

Perché quando l’animale mangia l’erba, defeca e le feci vanno a nutrire la terra, in quel modo la terra si arricchisce di microbi e l’humus si inspessisce e il carbonio viene inglobato e trattenuto nella terra, un fenomeno chiamato “sequesto del carbonio” e anche questo non esiste nell’agricoltura industriale.

Oggi in Italia che io conosca ci sono pochissimi sistemi fondati in questo modo. Né l’agricoltura né gli allevamenti attuali sono sostenibili, bisogna rimettere gli animali liberi di pascolare e convivere assieme ad altri animali, bisogna utilizzare la poli agricoltura quindi campagne con più colture e più piante o a rotazione. Quindi magari mettere animali a disposizione dei terreni, ad esempio quando ci sono polli in giro, le coltivazioni crescono molto di più. Quando ci sono più piante ve ne sono alcune che controllano la crescita di altre e dove davvero è necessario, dove non si arriva con un sistema naturale allora si può intervenire con qualche pesticida naturale ma solo quando davvero necessario…un po come dovremmo fare noi esseri umani, se ci ammaliamo prendiamo l’antibiotico ma non tutti i giorni anche se stiamo bene. Poi ci sono pesticidi naturali estratti dall’ortica per esempio.

Se parliamo di cibi come hamburger vegetali vedremo che sono cibi raffinati come qualunque altro cibo spazzatura. Sono nutrizionalmente scadenti e incomparabili alla carne ma più vicini al cibo spazzatura.

Per quanto riguarda la carne cancerogena questo viene da studi osservazionali che non sono altro che questionari che non hanno lo scopo di dimostrare nulla ma di trovare una semplice correlazione. Per esempio, se in Lombardia la maggior parte delle coppie che si divorzia mangia burro allora esiste una correlazione tra il burro e i divorzi.  Ma il burro causa i divorzi? Ovviamente no.

Quindi è la carne a causare cancro e tutto quello che ci viene ripetuto in continuazione o è possibile che in genere chi mangia la carne rossa sono persone che si interessano poco di salute? Quindi mangiano male in generale, non fa attività fisica, tende a essere in sovrappeso e ha in generale un cattivo stil di vita. Chi invece si interessa di salute, tende ad evitare la carne perché così crede e quindi ha in generale una buona alimentazione, fa attività fisica e ha un buon stile di vita. Dobbiamo smetterla con queste dichiarazioni riduzionistiche dove un alimento causa tutte le malattie possibili e immaginabili ma dobbiamo guardare al quadro intero.

Poi i veri studi quelli randomizzati controllati a doppio cieco, metanalisi (studi di studi) e revisioni di studi randomizzati che non sono altro prendere un gruppo di persone che mangia carne e l’altro no, poi si mettono a confronto i risultati; nel consenso scientifico (la totalità degli studi) ha completamente fallito nel dimostrare che la carne causa il cancro o altre malattie. Poi se vogliamo cercare un paio di studi che dimostrino ciò di cui siamo convinti sicuramente li troviamo, ma quello non è consenso scientifico, in scienza si chiama “cherry pick” ovvero cercare solo gli studi che confermano ciò che crediamo.
Questi sono studi fatti sulla carne comune che si trova in qualunque macelleria o supermercato. Tra l’altro altri studi randomizzati controllati indicano che anche chi mangia molta carne rossa tutti i giorni, se mangia molta frutta e verdura ha le stesse possibilità di sviluppare il cancro di chi non la mangia.

Ci sono tante cose che possono causare il cancro: il fumo, il sovrappeso, la sedentarietà, lo stress, andare a dormire tardi, gli oli vegetali raffinati, i carboidrati raffinati, lavorare di notte, poca esposizione al sole e centinaia di altri fattori per cui è estremamente riduttivo e ridicolo pensare che 1 alimento sia causa di malattia.

Se poi parliamo di allevamenti etici, abbiamo prodotto privo di ormoni e antibiotici ma soprattutto un alimento molto più ricco di vitamine (specialmente A,D e K nel grasso), minerali, antiossidanti, acidi grassi, CLA (acido linoleico coniugato considerato anti-cancerogeno) e molti altri cofattori.

Quando compriamo da allevamenti etici compriamo non solo cibi più nutrienti e benefici per la nostra salute ma stiamo sostenendo l’ambiente. Questo è un problema serio che non ci tocca oggi ma che toccherà in futuro i nostri figli se non facciamo qualcosa adesso e l’unico modo è cercare allevatori e contadini che lo siano per davvero.

Non si può produrre cibo salutare per noi e l’ambiente con grossi guadagni e che costi poco. Il problema è che il cibo dei supermercati e chi vende prodotti scadenti è che costa troppo poco.

Da poco è uscito un Suo libro ci vuole dire che cosa tratta?

Il mio libro vuole sfatare il mito del colesterolo e dei grassi saturi. Ci hanno inculcato per 50 anni che i grassi saturi fanno male e che avere il colesterolo alto causa malattie cardiovascolari, quando in realtà sono anche queste manovre politiche e di interesse, basta guardare alle statine (le medicine per abbassare il colesterolo), le medicine più vendute al mondo per un giro di miliardi di euro…una farsa.
È da 20 anni che mi batto contro questo sistema corrotto, ho quindi rivisto centinaia e centinaia di studi, ripercorrendo tutta la storia di questa teoria mai dimostrata dagli albori a oggi e quali sono le vere cause delle malattie cardiovascolari e cosa possiamo fare.

Ha in mente altre pubblicazioni?

Si sto finendo di scrivere un libro sullo stile di vita che verrà pubblicato per l’estate, vuole essere una vera e propria guida per chiunque voglia migliorare la propria salute ma che ha ovviamente dei riferimenti alle patologie autoimmuni che è ciò di cui mi occupo principalmente.

Una persona che voglia contattarla per iniziare un percorso con Lei, dove può trovare le informazioni?

Basta andare sul mio sito www.asseintestinocervello.com

Ha progetti futuri in mente che può anticipare?

Si ho lanciato due programmi uno è protocollo intestino l’altro è protocollo autoimmune, uno per i problemi digestivi l’altro per problemi autoimmuni.

Strutturati in maniera diversa dalle consuete consulenze. Di solito si va dal medico o nutrizionista, gli viene data la dieta, fa esami vengono consigliati integratori e/o medicine poi ci si vede la prossima volta.

Questi sono percorsi molto complessi soprattutto quelli delle patologie autoimmuni; quindi, metodi come quelli descritti non funzionerebbero mai e non funzionano infatti le persone saltano da un professionista all’altro.

Quindi il mio approccio non è prescrivere una dieta e poi mandare il paziente a casa ma insegno alle persone a prendersi cura della propria salute, come un coach.

Nel mio programma c’è un’area riservata ai pazienti dove ci sono tutta una serie di video lezioni che trattano stile di vita, dieta GAPS e tutto ciò che è necessario per ricostruire salute; c’è un gruppo Facebook chiuso dove io e i miei collaboratori interagiamo con i pazienti e interagiscono anche tra di loro, mensilmente diamo libri da studiare, abbiamo video chiamate di supporto di gruppo, settimanalmente controlliamo i progressi e ci sono poi le tradizionali consulenze.

Quindi non è più una dieta e integratori ma un vero percorso di salute che dura minimo un anno, dove i pazienti si prendono carico della propria salute e ne diventano i protagonisti. Questo aiuterà il paziente non solo a tornare in salute ma a fine percorso avrà una nuova vita che lo aiuterà a mantenersi in salute nel tempo.

Lancerò poi nel 2023 assieme alla Dott.ssa Campbell-McBride un corso online per diventare specialisti GAPS riservato a biologi nutrizionisti, dietisti e medici che non sarà un fine settimana ma durerà tre mesi e ove ogni partecipante dovrà dedicare 10-15 ore a settimana tra studio, esercizi pratici, casi studio, webinar settimanali, esami e molto altro.

Ci sarà poi un secondo corso per chi non è autorizzato a prescrivere diete per diventare GAPS Coach che avranno il compito di insegnare le tecniche di cucina GAPS, dove trovare prodotti locali, come organizzare la spesa e molto altro. Sono figure diverse entrambe importanti e complementari

Grazie Dr. Coro. Vuole aggiungere qualche altra cosa prima di salutarci?

Vorrei solo ringraziare chi segue il mio lavoro e tutti gli allevatori e contadini che lavorano rispettando l’ambiente e gli animali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.