Berkel: una storia, un mito!

Wilhelmus Adrianus. Forse questo nome vi ricorderà nulla di particolare, ma se completiamo con Van Berkel, sono certo che comincerà a suonarvi familiare!

Berkel era innanzitutto un macellaio. Ed era anche un grande  appassionato di meccanica.
Intuito e capacità gli permisero di costruire una macchina per affettare la carne. Inventò dunque la prima affettatrice manuale.

Pur nella apparente semplicità la macchina era molto complessa.
Quando nasce Siamo la Van Berkel’s Patent Company  siamo ancora nel 1898. Un nome, un marchio a tutt’oggi  impresso sui volani delle macchine.

Eppure la storia sembra dirci che la prima e vera macchina a volano fu inventata da Burgers .

L’invenzione di Berkel

Berkel Quindi cosa inventò Berkel per arrivare a questo risultato?
Essenzialmente una lama tonda posta in verticale con un carrello che si muoveva verso di essa e rispettava la linea dello spessore impostato prima di inziare ad affettare la carne, il tutto mosso da un volano manuale.

Proprio così per quanto si pensi che la Berkel è nata per affettare il salume, in realtà questo è frutto di un’evoluzione successiva. Le prime macchine servivano per affettare la carne!

Wilhelmus Van Berkel

Wilhelmus Van Berkel

La novità ottenne rapido successo e già l’anno successivo dall’invenzione si consegnarono le prime 84 macchine.
Nel periodo della prima guerra mondiale la Berkel’s diversificò la propria produzione, aggiungendo  bilance, pezzi meccanici per l’esercito fino ad aerei.

Il marchio Berkel sembrò finire con l’introduzione delle affettatrici elettriche che rapidamente sostituirono le macchine manuali, per praticità e velocità.

Berkel: un marchio che sopravvive all’innovazione

Van BerkelDa diversi anni lo splendore del marchio Berkel è tornato prepotentemente. La macchina manuale è un ambitissimo oggetto di arredo e design. Un’eleganza infinita e sicuramente un pezzo di grande storia. In alcune attività viene ancora pienamente utilizzata.

Come sempre accade la “moda” ha prodotto un mercato e gli esemplari rischiano di “inflazionare” il mercato rivolto agli appassionati e degli oggetti di design.
Container provenienti da varie parti del mondo arrivano carichi di cimeli Berkel arrugginiti.

Tutto lavoro per l’abilità dei restauratori che riescono a salvare pezzi da più macchine per farne rinascere una…. Naturalmente, anche se la macchina risulta bellissima, non ha il valore ed il fascino del pezzo unico.
Questi oggetti ristrutturati hanno un valore che, in base al modello, oscilla dai € 2500,00 fino ad arrivare ad oltre € 20.000,00 per le prime produzioni.

Le prime macchine sono riconoscibili per il volano fatto a fiore  (non pieno).
Anche i modelli seguivano il lavoro che doveva andare a svolgere la macchina: per salumeria o per macelleria. Altra variabile era ovviamente la dimensione (in funzione della disponibilità di spazio dell’esercizio commerciale) .
Negli anni furono prodotti diversi modelli e con diversi colori, dal rosso che è il più conosciuto, al nero al crema.

berkel antica

berkel antica – foto:labottega-delrestauro.com

Sicuramente un oggetto del desiderio che ha segnato un’epoca e che continua con la sua eleganza ad arredare incontrastata qualsiasi casa o bottega dove venga posta.

C’è anche chi ne predilige l’uso rispetto alle elettriche adducendo il fatto che il taglio manuale non “riscalda la fetta” e mantiene più sapore all’affettato… Si, penso possa essere vero,  ma penso che serva un palato molto, molto raffinato per riscontrane le differenze!

8 pensieri su “Berkel: una storia, un mito!

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